venerdì 4 marzo 2011

Guida Texas Hold’em. Capitolo 4 – Struttura delle decisioni.

In questo capitolo entreremo nel vivo delle decisioni, analizzandone le fasi.
Prima di prendere decisioni, infatti, bisogna sapere come prenderle.

Le decisioni, per non allungarci in inutili preamboli, si basano su tre fasi fondamentali: esaminare la propria mano, esaminare le possibili mani dell'avversario, puntare di coneguenza.

Qualcuno potrebbe dire che è la cosa che fanno tutti.
Miei cari, non è così!
Molte persone, nel momento stesso in cui vedono la propria top pair venire al mondo, si innamorano delle proprie carte e sovrastimano la forza della propria mano. Questa è la base per sonore sconfitte.
Non vi innamorate mai della vostra top pair! Dovete sempre tener conto, in primo luogo, del kicker.
Inoltre, aspetto non secondario è l'esame delle possibilità del nostro avversario.

Cosa può avere in mano il nostro avversario?
Molte volte la nostra top pair non merita troppi soldi, anche se siamo accompagnati dal kicker più alto: pensate a un board con probabili scale o colori.
Non sopravvalutate mai le vostre mani. Se proprio avete una mano forte, prima di mettere tutto in mezzo ragionate sempre.
Ovviamente, in ogni decisione non dimenticate MAI i tempi standard.


Perchè possiate andare avanti nella guida è vivamente consigliato, da parte vostra, di conoscere bene a fondo le regole base del poker! Se non le conoscete, rischiate di non essere ancora capaci di rilevare i possibili rischi.

Una volta familiarizzato a dovere con le regole, sarete ben coscienti dei possibili rischi.
Il problema vero, a questo punto, non sarà tanto conoscere la propria mano e la possibile mano dell'avversario. Sarà fondamentale, dopo aver imparato ad esaminare, mettere una buona puntata.

Standardizzare la puntata non è un cattivo modo di giocare. Tuttavia, dovrete essere anche furbi e giocare d'astuzia. Cercate di ingannare il più spesso possibile il vostro avversario con giocate brillanti. Ciò non vuol dire che dovete bluffare ogni mano: createvi una solida immagine al tavolo e dopo iniziate a giocare in modo più creativo.

Ad ogni modo, è buona regola non mettere nel piatto importi troppo elevati e superiori allo stesso piatto.
Meglio mantenersi sotto il piatto e aggirarsi in importi tra il 30 e il 70 per cento dello stesso.
Una puntata del 50 % circa si mostra solida e, solitamente, incute timore a chi non ha nulla in mano.
Ricordate, tuttavia, di non buttare mai i vostri soldi in improbabili ricerche e di non abusare delle puntate (chi punta spesso non ha grande credito ed è facile preda di alcune contro- strategie).
Se volete effettuare un semi-bluff (un bluff con un progetto di scala, colore o meglio) fatelo solo con progetti validi che vi garantiscano una buona percentuale di chiudere il punto.

Per il calcolo delle probabilità vedremo al prossimo capitolo come fare.
Tenete bene a mente la struttura delle decisioni e non trascuratela mai.


Ricoradate: esaminare la propria mano; esaminare la possibile mano dell'avversario; puntare di conseguenza.


Tutte le volte che non esaminerete bene la vostra mano (e le possibilità che avete di migliorarla), o quella che il vostro avversario potrebbe avere (o cercare), prenderete delle decisioni superficiali, che, per lo più, vi porteranno a sonore sconfitte.
Ultima cosa, per concludere, non dimenticate mai che nulla è impossibile a poker... ma tutto è prevedibile.
Osservate bene lo stile dei vostri avversari e ogni mossa diverra prevedibile (o quasi).

venerdì 25 febbraio 2011

Guida Texas Hold’em. Capitolo 3.2 – Strategia. Decisioni.

Il naturale scopo di una buona strategia, basata su concetti matematici e psicologici applicati al poker, non può che essere la finale presa di decisioni.
Le decisioni più importanti vi porteranno, a seconda del loro esito, a vincere o perdere (che sia un piatto, o un torneo). L'importanza di questo concetto è cruciale, per ottenere il massimo dei risultati.
Se, per esempio, grazie ad una mano, riuscite a vincere meno di quel che avreste potuto, probabilmente, pagherete in seguito il non aver sfruttato alcune delle vostre occasioni di gioco al massimo.
Massimizzare è lo scopo di una decisione ponderata. Quando siete sicuri di avere la vittoria in pugno, non ha senso far scappare l'avversario; piuttosto, sembra azzeccato indurre al bluff e cercare di portare l'avversario al commitment.
Una cosa fondamentale della presa di decisioni al tavolo del poker è lo standard temporaneo.


Cosa voglio dire?

Quasi nessuno, nelle varie indicazioni strategiche, parla del tempo relativo alla dichiarazione delle decisioni.
Le possibili dichiarazioni che avrete a disposizione sono: fold, call, raise (standard o di importo superiore), check, all-in.

Quando dichiarate il vostro intento quanto tempo impiegate?

Strategicamente, vi consiglio di utilizzare un tempo standard per dichiarare le vostre decisioni. Ovviamente, non parlo di tempo massimo, ma di tempo minimo.
Diciamo che, prima di dichiarare la vostra decisione (eccetto il fold PRE-flop, ma se volete può valere anche per il fold, magari con lo scopo di innervosire gli avversari), vi prendiate uno standard temporale di almeno 1 minuto. 

Perchè fare questo?

La risposta è semplice: se impiegate poco tempo per dichiarare un call o un raise quando avete il punto e poi ci state mezz'ora (ovviamente è un modo di dire) per fare un call o un raise in bluff, o con punto marginale, darete una grande indicazione agli avversari (questo vale anche per il poker online).

Dare un simile tipo di informazione equivale a fare call (limping) con mani deboli e raise con mani forti nel pre-flop (cosa che non dovete fare: o fate sempre limp o sempre raise... in linea di massima, intendo, visto che ogni tanto non fa male uscire dai propri schemi).

Insomma, le decisioni vanno espresse in modo standard.  

Un esempio concreto:
Avete una mano forte in posizione iniziale.
Nel pre-flop tutto normale: fate un raise pre flop, 2 persone si limitano a vedere.
Al flop, riuscite a chiudere una doppia coppia e non c'è pericolo di scala o colore (con buona probabilità avete la mano migliore).
Fate check, nella speranza di avere al possibilità di fare un check-raise. Il giocatore dopo si limita al check. L'ultimo, sfruttando la posizione, fa un raise esagerato, in evidente bluff. Voi, avendo l'occasione che aspettavate, fate un re-raise. 
Il secondo giocatore, che ha chiuso una top pair con buon kicher, cosa farà?

Di sicuro, se avete giocato, in tutto il torneo, con tempi, mani e raise standard fino a quel momento, non saprà cosa fare, pensando che potreste avere qualsiasi cosa. Potrebbe pensare perfino in un vostro bluff, non aiutato dal tempo che avete impiegato a fare il raise. Il risultato potrebbe essere quello di tirare nel sacco 2 avversari, massimizzando il vostro risultato (salvo sorprese al turn e al river).

Se, al contrario, fino a quel momento avete preso decisioni con tempi differenti a seconda di ciò che avevate in mano e del punto che le carte comuni vi facevano chiudere, probabilmente, il secondo avversario, avendo l'indicazione che avete chiuso il punto, potrebbe foldare anche una top pair (se è un buon giocatore non si innamorerà delle proprie carte).

Ora comprenderete che il tempo standard è equivalente al raise standard.

Altra cosa che influenza le vostre decisioni è la posizione, di cui avevamo già accennato. 
Tratteremo questo argomento in un capitolo dedicato, in seguito. Intanto, ci limitiamo a dire che il vostro gioco standard riguarda anche la vostra posizione.

La somma di tempi standard, raise standard e standard posizionali sono il completamento del concetto di decisione standard

Insomma, la decisione standard è l'unico modo valido per esprimersi  con un raise o un call ecc... .

Secondo voi, quando vedete grandi professionisti che giocano con le chips prima di dichiarare un fold (post flop anche il fold deve essere soggetto allo standard temporale, perchè non dovete mai far pensare al vostro avversario di aver vinto contro una mano troppo debole... anche questa sarebbe una indicazione sulle mani che giocate) o un raise o qualsiasi decisione, perchè lo fa?

Quando vedete i professionisti temporeggiare, laddove voi avreste risposto immediatamente, non pensate che non abbiano già preso quella decisione. Semplicemente stanno standardizzando la decisione, in modo da non dare indicazioni relative al tempo che impiegano a dichiarare i loro intenti.

Se lo fanno i professionisti perchè non lo fate anche voi? 

Approfondiremo, in seguito, l'argomento decisioni, ve lo prometto. Per ora fermiamoci qui, visto che prima di andare oltre vorrei trattare più in profondità le strategie matematiche e psicologiche.

giovedì 24 febbraio 2011

Guida Texas Hold’em. Capitolo 3.1 – Strategia. Psicologia – Auto-Psicologia.


Dopo le basi concettuali che stanno dietro alla matematica del poker, che – per riepilogare – nasce dall’ importanza che ha ogni singola carta, è tempo di introdurre le basi della psicologia del poker.
Tenendo ben presente che chi vi scrive Non è uno psicologo o uno specialista, ricordate che la psicologia è assolutamente fondamentale.
Prima di iniziare, voglio anche precisare che quando si parla di psicologia non parliamo di termini medici o legati alla vera psicologia: utilizzeremo questo termine per indicare, genericamente, il comportamento del giocatore di poker al tavolo o comunque sempre legato al poker e NON alla vita di tutti i giorni.
Avevamo già accennato alla psicologia per la lettura dei vostri avversari, ma non abbiamo parlato di auto-psicologia.
Risulta, infatti, fondamentale curare la propria psicologia, ancor prima di pensare a quella dell’avversario. Prima di giocare dobbiamo essere nelle condizioni migliori possibili affinchè la sessione di gioco non si trasformi in un incubo.
Ricordate sempre che il gioco è un divertimento e non un incubo!
Se qualsiasi sessione di gioco ci fa sentire a disagio o ci fa star male è bene abbandonare il tavolo e svagare la mente, prima di commettere qualche sciocchezza irreparabile (ricordando che non dovreste MAI impegnare troppo nel poker, irreparabile non dovrebbe MAI andare oltre la singola sessione di gioco e le vostre disponibilità economiche). Nell’impossibilità di lasciare il tavolo, ad esempio perchè siamo nella fase cruciale di un torneo, risulta quindi indispensabile non perdere mai la testa.
Quando alcune sensazioni sgradevoli (quali rabbia, ira, fastidio o disgusto) si fanno avanti nella nostra mente (magari in seguito ad azioni sensa senzo di avversari che ci hanno dimezzato lo stack), cerchiamo di ricordare sempre che non sarà utile, nella mano seguente, buttare tutto in mezzo con qualsiasi mano. State bene attenti a compiere una simile azione e fatelo solo tenendo a mente quanto vi sto per dire.
Prima di tutto, tenete presente che molti giocatori sono buoni giocatori ed attenti giocatori. Quando qualcuno vi assesterà un duro colpo con una mano improbabile non pensate subito ad un idiota. Molti ottimi giocatori entrano, anche rilanciando, con mani marginali, proprio perchè sanno che in pochi giocheranno mani simili. Questi giocatori sperano esattamente di trovarsi di fronte ad un board favorevole al flop per distruggere chi ha carte forti in partenza.
Ad esempio AKs contro 56s con flop: 234turn: Ariver: K (o magari 5), non utile per colore ad entrambi. Logicamente l’ AKs è spacciato…
Apriamo una breve parentesi: come fare a riconoscere questi giocatori?
Per ora, tenete a mente che questi giocatori non vanno mai all-in preflop con mani marginali e non giocano mai tali mani (o molto raramente, e vedremo quando in seguito) fuori posizione.
Ma ora andiamo avanti con l’auto-psicologia.

Avete capito che non sempre ci troveremo d’avanti un idiota, quindi dovremo imporci, prima di agire, di pensare qualche istante, anche per far evaporare quelle brutte sensazioni.
La cosa ideale è quella di foldare la mano seguente, tranne che ciò non sia possibile.
Nei casi in cui non sia possibile (mani molto forti) potremmo giocare d’astuzia.
Se abbiamo capito che il nostro avversario ha commesso una enorme idiozia (constatando che non ha giocato in posizione e ha veramente fatto una mossa azzardata… cosa che invece è tipica del giocatore idiota) e pensiamo che ci siano avversari, oltre l’idiota, che, al contrario, sono molto attenti, possiamo sfruttare la situazione per tornare rapidamente sulla vetta, se siamo troppo corti.
Infatti, molti giocatori (anche quelli attenti) non danno credito ad un forte rilancio da parte di un giocatore che ha appena subito un duro colpo (in una situazione di vantaggio netto iniziale), pensando che sia andato in tilt.
Cosa vuol dire ciò?
Semplicemente, sfruttate l’occasione per mettere tutto in mezzo SOLO se avete una mano di partenza molto forte (ad esempio una coppia forte) e siete in posizione media-finale con uno stack molto corto.
Se siete messi bene, con lo stack, ma avete appena perso da un quarto a metà di esso, e siete sempre in posizione media-finale fate un rilancio sostanzioso.
Cosa accadrà?
In una delle ipotesi tutti folderanno e voi ruberete i bui (cosa non da disprezzare!!).
Nella ipotesi migliore, qualcuno vedrà (ad esempio l’idiota) e gli assesterete, quasi sempre (non è detto che vinciate!!), un durissimo colpo (forse lo butterete anche fuori o vi farete restituire tutto con gli interessi). Ricordate, in questo caso, che è meglio che 1 o al massimo 2 giocatori vi seguano nell’azione, perchè troppi giocatori renderebbero più debole la vostra mano iniziale.
Nell’ipotesi peggiore, qualcuno giocherà con una mano più forte della vostra (cosa rara ma possibile) e vi darà un ulteriore colpo tra capo e collo, come si dice. Ma, in questi casi, non ve la prendete: queste sono sconfitte onorevoli e non umilianti.
Nell’ipotesi assurdamente peggiore, l’idiota vedrà la mano con una mano marginalissima e vincerà. Anche in questo caso non arrabbiatevi, consapevoli che, molto probabilmente, non sarà lui a vincere. Altra consolazione potrebbe essere (ma anche no vista la tristezza di una cosa simile) la consapevolezza che quell’avversario, quasi sicuramente, getta i propri soldi già da tempo, senza avere imparato un bel niente dai propri sbagli.
Ora avete capito che la calma e la pazienza si possono nascondere dietro una mossa apparentemente avventata.
Prima del vostro avversario, dovete essere voi ad agire in questo modo! Non pensate di avere alcuna chance di vittoria, contro avversari validi, se prima voi stessi non avete la massima disciplina.
L’auto-psicologia è disciplina, pazienza, astuzia e intelligenza SEMPRE!
Quando riuscirete a non perdere mai la testa potrete ottenere i migliori risultati.
Tuttavia, visto che è capitato anche a me di perdere la testa (se non vi basto io, pensate ai grandi professionisti), vi consiglio di non giocare subito dopo una sconfitta o una vittoria.
Qualcuno di voi dirà… e perchè?
Esaminiamo i casi:
1) Il torneo finisce con una sonora sconfitta (non vale per il cash game).
I questo caso, saremo inevitabilmente frustrati. In parole povere, non essendoci più possibilità di recuperare durante il torneo (essendo noi stati eliminati) la nostra mente agirà nell’intento di recuperare. Quindi potremmo trovarci a giocare come se dovessimo recuperare sin dalle prime fasi del torneo successivo.
Toglietevelo dalla testa! Un torneo non si gioca per recuperare (se non per recuperare il torneo stesso e non le perdite precedenti ad esso), ma per vincere! Mancheranno le preerogative perchè ciò avvenga.
Consiglio:
Fate una passeggiata, uno spuntino e fatevi tornare il buon umore e la voglia di vincere ma senza dover recuperare (magari guardate un video comico)! Tutti i soldi che investite nel poker (che NON dovrebbero MAI superare le vostre disponibilità finanziare – GIOCATE IN MODO RESPONSABILE!) li dovrete considerare come cifre che potete perdere, ecco perchè non vi dovrete MAI cimentare in scommesse troppo costose per le vostre tasche! Se giocherete così, non vi sarà difficile mettere una pietra sopra. Se decidete (una tantum) di investire qualcosa in più (sempre nelle vostre disponibilità), prima di iniziare, preparatevi mentalmente a poter perdere quella cifra (non a volere perderla, ovviamente!).
In ogni caso, non tornate mai a giocare prima che sia passata almeno mezz’ora e prima di aver compreso dove avete sbagliato (se ciò è avvenuto).
Se, nonostante vi sentiate bene,  la sessione continua ad essere negativa, lasciate perdere e non gettate via tutto il vostro bankroll (probabilmente state giocando frustrati senza saperlo).
2)Il torneo finisce con una trionfale vittoria (non vale per il cash game).
In questo caso, al contrario del primo, vi troverete di fronte ad un’ irrefrenabile sensazione di superiorità. Vi sentirete i più forti e imbattibili. Potreste perfino decidere di impiegare l’intera somma vinta per alzare le vostre vittorie (cosa che spesso fa anche chi vuole recuperare le perdite) e diventare il campione dei campioni.
Fermatevi un attimo! Stop alle fantasie!
Vi troverete a giocare con leggerezza e senza dar peso alle vostre chips, pensando di essere imbattibili o di poter vincere ogni piatto. Il risultato sarà una sonora sconfitta, molte volte.
Consiglio:
La cosa migliore da fare è una pausa di un’ora, per ritornare con i piedi per terra. So bene che non vedrete l’ora di ricominciare a vincere, ma non cedete. Piuttosto, ripensate agli errori commessi e alle molte volte (a volte per vincere è necessario) in cui avete vinto di fronte ad un coin-flip (quando andate all-in alla pari con l’avversario e vi assiste solo la fortuna). Ripensate a come non tutto sia dipeso solo da voi: ripensate a come abbiate vinto grazie alle circostanze favorevoli (avversari, carte ecc…).Pensate anche a come la vostra vittoria sia dipesa dal vostro sangue freddo e dalla vostra disciplina e ponderatezza in ogni decisione presa.
Dopo essere tornati con la mentalità vincente siete pronti ad un’altra sfida.

Quando sarete dei “pensatori del poker” riuscirete ad ottenere ottimi risultati.
Ricordate sempre e comunque che pazienza, disciplina, astuzia, ponderatezza, intelligenza sono ai fondamenti di decisioni corrette e difficili da interpretare da parte dell’avversario.
Ora capirete che, insieme alla matematica, di pari passo, la psicologia di noi stessi è fondamentale per prendere decisioni.
In seguito riprenderemo l’argomento psicologia nello studio degli atteggiamenti dell’avversario, che sono altrettanto fondamentali nel prendere decisioni.
Infatti, la nostra freddezza e disciplina (imposte dall’auto-psicologia) impediranno all’avversario di comprendere le nostre mosse, ma il suo atteggiamento (imposto dalla sua auto-psicologia) sarà invece da osservare profondamente, per comprenderne i limiti e le debolezze (se esistono).
Da queste ultime parole avrete sicuramente compreso i vantaggi dell’ auto-psicologia, che vi dà la giusta immagine al tavolo (almeno live) e vi consente di prendere decisioni con la giusta mentalità ( il che vale per la vostra immagine online).

Guida Texas Hold’em. Capitolo 3.0 – Strategia. Matematica – concetti basilari.


E’ arrivato il momento di andare oltre e cominciare a vedere un po’ di sana e rassicurante matematica.
Per comprendere l’applicazione della semplice matematica nel poker, è necessario esaminare i numeri del poker.
Come di sicuro saprete, i numeri sono legati al mazzo. Nel caso del Texas Hold’em Poker, il mazzo è composto da 52 carte, divise in 4 semi. Ogni seme è formato da 9 carte numeriche (dal 2 al 10), 3 figure con valore unico (K, Q, J) e una figura con 2 valori possibili (l’asso che può valere 1 o essere superiore al K), per un totale di 13 carte per seme (9+3+1, ovviamente).
Ricordate, quindi, che ogni carta, alla distribuzione (cioè nella fase iniziale di ogni mano, successiva al pagamento dei bui), ha una percentuale di possibilità ben precisa di uscire, a seconda del numero di partecipanti (da un minimo di 2 a un massimo di 10). In particolare, se siete i primi a ricevere le carte avrete 1/52 di probabilità che vi esca una carta qualsiasi; se siete il decimo avrete, visto che sono già uscite ben 16 carte,  1/36. Per fare una media, possiamo dire che nella fase di distribuzione c’è una probabilità dello 1/44 di vedere una carta ben precisa. Questo per farvi capire che ogni carta ha un valore probabilistico in ogni fase del gioco. Ricordate che non si può in alcun modo tener conto delle carte che ha l’avversario (quindi già uscite) in quanto non abbiamo la più pallida idea, in termini matematici, di quali carte abbia (qui entra in gioco la psicologia).
Alla fine della fase di distribuzione, a seconda del numero di giocatori, saranno rimaste da 48 (nel caso di 2 giocatori:52-4=48) a 42 carte (nel caso di 10 giocatori:52-20=32). Ciò, significa che, nel preflop, ogni carta ha 1/31 di probabilità di uscire (con 10 giocatori). Nel turn la probabilità aumenta a 1/27 e nel river a 1/25.
Cosa vogliono dire questi numeri?
In concreto, secondo le fasi avrete queste percentuali, facendo una media rispetto alla vostra posizione:
1) Per 2 giocatori:
  • Distribuzione: circa 2% circa (media tra prima e ultima carta, calcolata approssimando);
  • Flop: circa 2,20% (media tra prima e ultima carta, considerando lo scarto di una carta pre-flop);
  • Turn: circa 2,32% circa (stessi criteri);
  • River: circa 2,45 circa%.
2) Per 10 giocatori:
  • Distribuzione: 2,4% circa (sempre facendo una media tra la prima carta e l’ultima distribuite);
  • Flop: 3.4% circa (sempre considerando l’iniziale scarto e in media);
  • Turn: 3.7% circa (stessi criteri ma non è una media, visto che si tratta di una sola carta);
  • River: 4% circa (anche qui non è una media)
(Le percentuali sono puramente indicative e non sono precise al millesimo, tuttavia fanno comprendere la sostanziale differenza).
Ora che siamo a conoscenza delle percentuali (in media, lo ricordo) di uscita di ogni singola carta, in base alla fase, possiamo andare a fare qualche statistica più concreta per il nostro gioco.
Le percentuali, infatti, ci possono dare una grande spinta nel prendere anche decisioni importanti.
Pensate che molti giocatori, soprattutto online, si basano esclusivamente sulla probabilità di migliorare la propria mano, per prendere determinate decisioni. Più nello specifico, per ritenere di avere ottime possibilità di migliorare la nostra mano ci baseremo sul numero di carte utili al miglioramento della nostra mano, senza tenere conto (per ora) delle carte che sono utili a noi e possono esserlo anche per il nostro avversario (cosa che le renderebbe pericolose).
Ora spiegheremo perchè, nell’heads up (2 giocatori 1 contro 1), alcune mani iniziali sono più  forti di altre (ciò le rende più forti anche in tornei a più giocatori, purchè si ricordi che ciò NON può assicurare la vittoria matematica).
Cominciamo col dire che utilizzeremo i seguenti simboli per indicare le carte: A (asso), K (re), Q(donna), J(jack) e i numeri dal 2 al 10. Utilizzeremo le seguenti lettere per indicare i semi: c (cuori), d (da diamonds  = quadri in inglese, per non confonderlo con Q di donna), f(fiori), p(picche). Infine, per indicare che le carte sono dello stesso seme utilizzeremo la lettera s(che sta per suited, ovvero dello stesso seme in inglese), mentre  per indicare che sono di seme diverso utilizzeremo la lettera n (che non si rifà al corrispondente in inglese che sarebbe off suited). Utilizzeremo, per la maggior parte delle mani, quest’ultima dicitura in quanto, in effetti, ciò che vale per un seme vale per l’altro (visto che nel texas hold’em i semi sono utili solo per il colore, la scala a colore o la scala reale e, a parità di carte, non vince il colore ma si divide, purchè uno dei due non chiuda un colore).
Primo caso.
AA (ma anche KKQQ): nell’heads up è una grande mano iniziale (la più forte) perchè ci sono molte carte che migliorano le nostre carte.
Infatti, contro una qualsiasi mano di semi differenti che non sia una coppia e le cui carte siano inferiori alle singole carte della  nostra coppia, saremo in vantaggio: tutte le carte, eccetto quelle dell’avversario, ci manterranno con una coppia superiore; qualsiasi carta, eccetto le 3 o 4 che consegnano la scala all’avversario (ad incastro o in tutte le combinazioni possibili), sarà utile per noi; almeno 3 carte di seme differente, che, nel caso in cui l’avversario abbia carte entrambe di seme diverso dal nostro, ci assicureranno che l’avversario non possa fare colore.
Ma vediamo in concreto cosa abbiamo detto.
Se abbiamo una delle coppie  sopracitate  che vantaggio abbiamo in percentuale?
In base a quanto detto prima, se in un heads up siamo di fronte ad un avversario che, probabilmente, non ha una coppia ed ha 2 carte qualsiasi, entrambe di seme e valore diverso da quelle della nostra coppia, entrambe inferiori alle singole carte della nostra coppia, ma di egual seme tra loro (che è la peggiore delle ipotesi, per noi, nel caso di avversario senza coppia e con entrambe le carte inferiori alle nostre), questi saranno le percentuali e i dati:
Carte utili a noi prima del flop in ogni combinazione (in seguito diremo le carte ritenute non utili in ogni combinazione): 10 su 48, che corrisponde al 20,83%(questo vuol dire che il 20% delle carte sarà utile per noi e totalmente inutile al nostro avversario).
Carte utili a noi solo in alcune combinazioni (escluse le precedenti): 32 su 48, sempre il 66,67%.
Carte inutili per noi e utili per l’avversario: 6 su 48 che corrisponde al 12% circa.
Come abbiamo fatto queste percentuali?
Secondo quanto supposto prima (ovvero di giocare contro un avversario con 2 carte entrambe inferiori alle nostre prese singolarmente, di seme uguale e diverse tra loro), nel primo caso, abbiamo semplicemente preso tutte le carte che non sono utili nè per scala, nè per colore, nè per altro al nostro avversario (abbiamo incluso anche le carte che potrebbero chiudere una scala con quattro carte sul board ed una in mano, in quanto è improbabile). Poi, nel seconodo caso, abbiamo preso le carte che possono dare scala o colore al nostro avversario solo con alcune combinazioni. Infine, nel terzo caso, abbiamo preso le uniche carte che danno al nostro avversario una doppia coppia, un tris, un poker, un full (oltre che l’inutile coppia).
Vedremo in seguito, quando tratteremo la strategia avanzata, come comportarci in base a questi semplici calcoli matematici.
Per riepilogare schematicamente:
AA (o KK, QQ): ci dà 10 carte a favore nostro, 6 contro e 32 a nostro favore, tranne che per alcune combinazioni (sulle 48 restanti dopo il flop).
Questa statistica rende le coppie forti estremamente potenti negli heads up, vedremo in seguito come possiamo massimizzare i risultati.
Consideriamo altri casi, sempre con una coppia forte in mano: vediamo cosa succede se il nostro avversario ha una coppia più debole.
In questo caso supponiamo di giocare contro un avversario con una coppia inferiore alla nostra, ma di semi diversi dai nostri (il chè avvantaggia il nostro avversario, dandogli la chance per il colore, seppure saranno necessarie ben 4 carte per chiuderlo).
Le carte a nostro favore sono:  2 su 48(4,12%).
Le carte che ci avvantaggiano, pur essendo pericolose in alcune rarissime combinazioni (vedremo perchè): 44 su 48 (91,8% circa).
Le carte a favore del nostro avversario: 2 su 48 (4,12%).
In questo caso abbiamo usato un criterio differente: nel primo caso abbiamo considerato solo ed esclusivamente le carte che ci danno il tris e il poker; nel secondo abbiamo messo tutte quelle carte che migliorano la nostra mano e possono migliorare anche quella dell’avversario (ma solo in pochi casi); nel terzo caso, come si evince, abbiamo considerato le carte che danno il tris e il poker all’avversario.
Perchè questo nuovo criterio? Questo criterio ci fa notare che, in realtà, l’91 % delle carte (oltre a quelle per tris e poker) ci avvantaggia, se non ricade in particolari combinazioni.
Per comprendere meglio prendiamo in esame la mano AcAf contro KdKp.
Che possibilità ha il nostro avversario per migliorare al flop?
Senza prendere in esame le statistiche, per non confondere chi già fosse confuso, parleremo  praticamente.
Con AcAf  contro KdKp ecco alcuni board che non ci faranno piacere: 7c Jf Qd – 10d – Ad (sconfitta contro scala a 4 carte)Ad 10f Qf –  Kc – Kf (sconfitta contro poker)Ad Jd Kf – Qc – 10c (split);  2d 9d 10c – Jc – Qf (sconfitta contro scala a 4 carte); Ad Jd Qd – Ap – 10d (sconfitta contro scala reale contro il nostro poker); 6d 5c 2d – 4d 3d (sconfitta contro colore con 4 carte, contro la nostra scala) ecc… .
Questi erano alcuni board negativi, che, come abbiamo visto, avevano più o meno tutti caratteristiche peculiari e non facili da verificarsi. In molti dei precedenti board basta togliere una carta e  sostituirla con un’altra (con la maggior parte delle restanti) per ottenere una vittoria sull’avversario.
Come abbiamo visto, anche in questo caso, per il nostro avversario, non sarà semplice batterci se non con almeno 1 delle 2 carte che sono a suo totale vantaggio (e nessuna di quelle a nostro totale vantaggio). Infatti, le uniche combinazioni che gli darebbero la vittoria, all’infuori delle 2 carte di prima, sarebbero quelle composte da 4 carte di egual colore(ricordando che supponiamo che 12 siano ancora nel mazzo) o dalle 4 carte che chiuderebbero la scala (esistono varie combinazioni di scala anche a nostro favore).
In generale, queste statistiche si possono estendere a tutte le coppie, purchè si mantegano i criteri di base (che prevedono una coppia le cui carte sono in ogni caso più forti di quelle dell’avversario, che abbia  o non abbia una coppia, con la possibilità, da parte del più debole, di fare colore senza il timore di essere dominati.)
La matematica cambia leggermente, ancora più a vantaggio della coppia forte, nei casi non considerati.
Esempi pratici:
AcAf contro KcJf: in questo caso la coppia ha un vantaggio in più, in quanto il colore non sarebbe utile all’avversario, portando le statistiche  a favore della coppia. Inoltre, per fare scala il nostro avversario può contare su 1 degli Assi, una Q e un 10 oppure su Q, 10, 9  o ancora  su 8,9,10,Q o ancora su 7,8,9,10. Come potete constatare, queste rappresentano situazioni molto rare e particolari: le scale a doppio incastro sono difficili da chiudere (ma anche da leggere) e lo stesso vale per quelle a 4 carte.
Se volete applicare i precedenti dati a tornei con più giocatori, tenendo presente che valgono sempre in situazioni di 1 contro 1, basterà sottrarre alle carte totali due carte in più per ogni avversario.
Quindi avremo, dopo la distribuzione, le seguenti variazioni:
3 giocatori: non più 48  ma 46 carte4 giocatori44 carte5 giocatori42 carte6 giocatori: 40 carte7 giocatori: 38 carte8 giocatori: 36 carte; 9giocatori: 34 carte10 giocatori: 32 carte.
Visti i precedenti esempi dovreste aver compreso che, per il calcolo delle nostre possibilità e, quindi, per decidere la mossa successiva, non è sufficiente solo la matematica: è necessario comprendere con la maggiore accuratezza possibile le carte del nostro avversario.
Qui entra in gioco la psicologia.
Mettiamo da parte, ma solo per ora, la matematica, introducendo nel prossimo capitolo la psicologia.
Torneremo alla matematica, che abbiamo solo sfiorato in questo capitolo, ma prima è necessario introdurre altri concetti basilari che vanno di pari passo e, successivamente, ci aiuteranno a comprendere meglio i concetti più avanzati.
Per concludere il capitolo, è opportuno precisare che qualsiasi percentuale o statistica non può non essere considerata per quello che è, cioè un mero numero privo, tranne quando arriva al 100%, di alcuna certezza. Quindi vi consigliamo vivamente di non basarvi solo  su concetti matematici. Tuttavia, visto che questa ha l’intento d’essere una guida completa, non mancheremo di fornirvi, viste le premesse di questo capitolo (che vi esortiamo a non trascurare), anche tecniche interessanti per il calcolo delle vostre probabilità. Prima di arrivare a quel punto, però, vi faremo comprendere il perchè delle varie cose, così non vi rimarrà altro che metterle in pratica.

Guida Texas Hold’em. Capitolo 2 – Strategia (cenni generali)


Ora che sappiamo cosa dobbiamo temere nel momento in cui ci troviamo d’avanti ad un tavolo (che esso sia virtuale o reale), è tempo di comprendere la migliore strategia da adottare per essere vincenti.
Per chi ne fosse completamente all’oscuro, potrebbe sembrare un argomento di blando interesse; tuttavia, vi mostreremo che non è affatto così: la strategia è il vostro asso nella manica.
Una strategia ben curata e preventivamente ideata può portare a grandi successi, come abbiamo visto in questi ultimi anni nel panorama professionistico mondiale.
Infatti, da quando qualche grandissimo professionista ha iniziato a svelare i propri segreti (in seguito faremo pure qualche nome illustre, anche se la rete è piena di informazioni a riguardo), scrivendo libri e dando dritte a chi prima non conosceva i “trucchi del mestiere”, il mondo del poker texano ha subito strepitosi cambiamenti.
Se qualcuno pensasse che i libri sul poker siano inutili, sarebbe meglio che desse un’occhiata ad alcuni di essi e si renderà subito conto di come, almeno alcuni, possano cambiare il nostro modo di giocare.
Proprio così! Alcuni libri che trattano del poker (mi riferisco proprio ai più famosi… quelli che trovate in qualsiasi sito di appassionati tra i libri consigliati!) spiegano passo passo un tipo di strategia che il neofita o il semplice giocatore inesperto non hanno neanche l’idea di quanto sia letale.
Alla fine, c’è da dire, la vera vittima delle strategie dei professionisti sono proprio gli appassionati amatoriali! Essendo bianchi, parzialmente o totalmente, di nozioni strategiche avanzate, i giocatori non professionisti sono spesso la vittima privilegiata di chi ha ottime basi strategiche.
Ora voi vi starete chiedendo (e se non lo fate dovreste):-< Ma che tipo di giocatore sono?>.
Questo è un quesito fondamentale, a cui dovete risponde, lo dico senza presunzione o superbia, che siete inesperti (forse questo è il motivo per cui cercate informazioni sul poker) o, forse, siete solo dei discreti giocatori.
Ammettere la propria debolezza è la base per affinare la vostra strategia vincente. Se pensate di essere i più forti giocatori al mondo, allora che ci fate qui?
Ma, in questo caso, prima che lasciate questa pagina, vi voglio dire che i grandi giocatori ottengono risultati concreti e, aimè, se non ne avete ottenuti non pensate che si tratti di sfortuna.
Come già detto, la componente fortuna è solo una variante in più, ma non è l’unica.
E’ opportuno spiegarvi cosa si intende, nel succo,per strategia avanzata.
La strategia avanzata nasce nel momento in cui, in varie parti del mondo, alcuni giocatori compresero di avere una marcia in più rispetto agli altri (lasciamo perdere i nomi, per ora… vi distrarrebbero con ricerche perdi tempo :D ), tanto da riuscire a vivere di questo stupendo gioco solo attuando alcune tecniche particolarmente utili. Le tecniche di cui parlo non hanno nulla a che fare con magia o esoterismo (per chi cercasse trucchi magici :D ), ma sono concretamente basate sull’ingegno umano (che sia logico, scientifico-matematico o psicologico).
Alcuni giocatori iniziarono a calcolare le probabilità, applicando la matematica al gioco, per comprendere quanto fosse giustificato, in un certo mometo, continuare a gettare soldi nel piatto; altri, scarsamente interessati alla matematica nei dettagli, impararono a leggere l’avversario, in modo da comprendere le sue debolezze e costringerlo a passare la mano; altri ancora ebbero successo col coraggio di fare una mossa apparentemente azzardata, ma in realtà giusta, che li condusse alla vittoria.
Questi grandi giocatori, ben presto, andarono ben oltre le possibilità dei loro avversari più deboli, vivendo di questa debolezza.
Fu quando iniziarono a scontrarsi fra di loro che, i grandi del poker, impararono l’uno dall’altro, dando vita al professionista del poker. Non vi stupirete, ora, a sapere che quando furono pubblicati i primi libri sul poker, in cui venivano svelati i “trucchi del mestiere”, molti professionisti si arrabbiarono.
Sapete perchè si arrabbiarono?
Velo dico io: poche persone sapevano le strategie avanzate quindi il mondo era pieno di polli!
Nel momento in cui alcuni appassionati, spinti dallo spirito di migliorarsi, decisero di andare oltre, spendendo qualche euro per un libro (bisogna dire che in Italia cominciamo solo da poco a vedere qualche traduzione dai testi inglesi più utili), la concorrenza aumentò (e continuò ad aumentare vertiginosamente),fino al picco odierno. Il risultato più evidente è la grandissima offerta sul mercato del poker, che, essendo a livelli astronomici, dà la possibilità ai migliori di ottenere grandi guadagni.
Queste componenti, se unite insieme, danno vita al grande giocatore del poker: matematica, psicologia, decisioni.
Se non abbiamo un’ infarinatura di quanto detto non riusciremo ad andare avanti molto.
Ricordate che il grande giocatore professionista basa il proprio stile di gioco su queste componenti, essendo conscio che, tra queste, la più importante (che è la somma delle precedenti) è la decisione.
Nel prossimo capitolo parleremo proprio di matematica, psicologia e decisioni.

Guida Texas hold’em. Capitolo 1 – La fortuna.


Esaminiamo ora un altro fattore importantissimo: la fortuna.
Purtroppo, come molti di voi già sapranno, il poker texano, pur essendo uno skill game (gioco di abilità), è basato sulla fortuna (come il risiko o il back-gammon).
Essendo il gioco basato sulla fortuna, gran parte del gioco sarà influenzato dalle nostre decisioni e dal momento in cui le prenderemo.
Possiamo fare raise, call, fold, re-raise, all-in… ma dobbiamo farlo nel momento giusto!
Questa è una delle ragioni per cui dovrete imparare ad affinare il vostro intuito, anche per capire se è il momento giusto. Purtroppo, nessuno vi potrà insegnare questo, ma l’esperienza vi indicherà la strada.
La fortuna arride agli audaci, si dice.; ma in questo gioco, a volte, vi troverete d’avanti persone troppo audaci, alle quali la fortuna volterà le spalle; o vi troverete voi stessi col culo per terra dopo un colpo di fortuna dell’avversario.
In ogni caso, non pensate mai di essere i più fortunati o sfortunati: ci sono veri professionisti che si ritrovano in un periodo no, e con tutta la loro volontà non riescono a vincere, pur giocando un poker di altissimo livello.
Se capita ai migliori allora può capitare a tutti.
Tutto ciò che potete fare per contrastare la sfortuna è giocare al meglio e sempre. Non siate voi a forzare la “dea bendata” ma lasciatelo fare agli altri! Voi dovere partire sempre in vantaggio sul vostro avversario o crearvelo in base alle sue azioni: a volte avrete una mano inferiore, ma porterete il piatto a casa con un bel bluff.
Altre volte vi troverete una monster hand da una mano di partenza non molto forte e giocata solo perchè in posizione favorevole: siete stati scelti dalla fortuna.
In questo caso il vostro avversario dovrà stare molto attento.
Ma come potete giocare una monster hand?
Le monster hand vanno giocate in modi differenti a seconda dell’avversario che vi troverete di fronte.
Un avversario aggressivo, probabilmente vorra fare un re raise su un vostro precedente mini-raise e voi lo castigherete, portandolo al così detto commitment (non la folderà più se ci ha messo dentro più di metà del suo stack, cioè il numero di chips di cui dispone).
Un avversario chiuso, lo tratterete coi guanti, sperando che peschi qualche carta che gli consenta di mettere un pò di soldi nel piatto (tenete però sempre in mente che non giocherà quasi mai con mani deboli, quindi non siate troppo aggressivi o vi ritroverete ad aver messo troppi soldi di fronte ad una monstrer hand superiore).
Un avversario misto è quello che volete far foldare, visto che potrebbe eguagliarvi, superarvi o bluffare. Limitatevi ad un check- raise o fate un bel raise se temete che una nuova carta possa ribaltare il vostro vantaggio. Tenete a mente che il vostro avversario, in questo caso, possa anche fare un semi-bluff (con 4/5 di scala, colore) e sperare nella carta successiva nel caso voi facciate call.
Come avete visto, capita che, con un progetto forte, un avversario valido decida di rischiare qualcosa nella speranza che possa chiudere quel progetto. Se sul board vedete le premesse affinchè il vostro avversario tenti la fortuna giocate d’astuzia.
Per esempio, se avete un full e il vostro avversario potrebbe chiudere un colore, lasciate pure che tenti la fortuna: evitate di fare raise troppo elevati e sperate che sia lui a fare un semi-bluff. Rimarra scoraggiato nel vedere la vostra monster hand.
Se, al contrario, rischiate di essere battuti da una mano migliorata superiore, allora cercate di far foldare il vostro avversario, con un forte raise.
State sempre attenti a chi vi trovate d’avanti e sperate che la fortuna sia con voi.
In ogni caso, sappiate che un buon giocatore porta a casa molti piatti con mani peggiori (con di fronte l’avversario giusto, fattore che non trascurerà mai) , cade raramente nei tranelli e non è facile da fregare (capacità di comprendere un bluff).
Dall’altra parte, un pessimo giocatore non crede che gli altri lo possano battere, pensa sempre di avere il punto migliore, darà poco credito a chiunque (non bluffate con queste persone) e perderà sempre, senza alti e bassi (perderà sempre, tranne sporadiche vincite).
N.B. ricordate che, in quest’ultimo caso, stiamo parlando del lungo periodo, e non di un singolo torneo: è possibile che un pessimo giocatore vinca un torneo, se è abbastanza fortunato, ma non pensate che sia in attivo sul lungo periodo.

Guida Texas hold’em. Capitolo 0 – L’avversario.

Eccoci finalmente arrivati al grande inizio.

Prima di tutto vorrei che capiate i vari tipi di giocatori che incontrerete lungo la vostra road to success (la strada che vi potrebbe portare al successo), anche perchè, visto che il mondo è pieno di squali, è importante, almeno quanto conoscere sé stessi, conoscere i nostri avversari e ciò che ci potremmo aspettare da loro.

Perchè è importante conoscere i nostri avversari?

La risposta è semplice, ma non tutti sono disposti ad accettarla: il nostro avversario è la persona da battere.
Qualcuno potrebbe dire che ho scoperto l’acqua calda, ma non è così. Molte persone, infatti, devono il loro costante insuccesso alla scarsa attenzione che prestano nei confronti dei propri avversari. Quando incontriamo un avversario valido, saprà approfittare della nostra superficialità, devastandoci letteralmente.
Se qualcuno di voi si sente imbattibile, allora dovrà lavorare sodo su questo concetto: l’imbattibilità al poker è limitata ad alcune particolari circostanze, che incontrerete molto di rado!
Molte volte vi troverete di fronte avversari pronti a sfruttare il vostro atteggiamento, il vostro modo di agire – in parole povere – il vostro stile di gioco.
Ma quando avrete compreso il vostro stile di gioco, cioè quando sarete pronti ad iniziare, non dovrete dimenticare mai che il vostro scopo sarà lo stesso dei vostri avversari migliori: sfruttare le debolezze dell’avversario.

Lo stile di gioco è fondamentale, è per questo che sfrutteremo al massimo, dopo averlo compreso per bene, il gioco del nostro avversario.

Prima di elencare gli stili più comuni, ci tengo a precisare che nel poker online vi dovrete basare esclusivamente sulle giocate dell’avversario, visto che non avete sotto gli occhi la sua espressività fisica, il che rende difficile individuare il suo stile. Quindi, capirete bene che è necessario essere attenti al gioco anche quando non siamo in gioco o abbiamo foldato: fate attenzione alle mosse degli avversari!

Alcuni tipi di avversario e relative debolezze.

1) L’avversario tight (chiuso, solido).

Il tight player è un giocatore che gioca solo le mani di partenza migliori, anche quando potrebbe giocare alcune mani meno forti favorito dalla posizione (la posizione è fondamentale!! In seguito vedremo perchè!).
Normalmente, se non chiude alcun punto al flop è disposto a fare un check-fold (tranne nel caso in cui abbia una coppia o un progetto forte in mano e non ci siano carte pericolose tra quelle comuni, poi vedremo quali sono). Il suo stile di gioco lo porta ad essere molto temuto nel caso in cui decida di fare un raise o un call su un raise. Infatti, questo tipo di avversario, non andrà spesso all-in ma se deciderà di farlo vorrà dire che è in possesso di una monster hand (in altre parole: siete finiti).
Il peggior nemico del tight player è il giocatore tight-loose (una sorta di giocatore misto), che vedremo dopo.
E’ un temibile avversario per i giocatori troppo aggressivi, i quali tendono a fare raise troppo elevati.

2) L’avversario loose (aggressivo).

Questo giocatore è molto pericoloso, in quanto giocherà con qualsiasi mano, anche da posizione sfavorevole (in questo caso è un maniac). In realtà, potreste essere tentati a vedergli un rilancio forte anche con mani non eccellenti, sapendo che è un giocatore che potreste facilmente superare. NON fatelo! Il giocatore aggressivo non gioca solo le mani più deboli, quindi potreste trovarlo con un punto forte! Il suo peggior difetto è che gioca mani improbabili in modo esagerato da posizione sfavorevole e voi dovete sfruttare questa sua debolezza.
Il peggior nemico del giocatore loose è il tight e tigh-loose.
In generale, questo avversario è temibile per chiunque, visto che spesso chiuderà punti improbabili, contro mani iniziali molto forti. Un consiglio è quello di evitare l’all-in fin tanto che possiamo e aspettare ed essere astuti (vedremo come).

3) L’avversario tight-loose.

E’ l’incubo dei giocatori principianti e di quelli espreti. Gioca molte mani, ma sfruttando a dovere la posizione. Non lo troverete mai con una mano troppo debole per giocare (cosa che invece accade spesso per i giocatori aggressivi). Saprà essere aggressivo e chiuso a seconda dell’avversario che si trova d’avanti. Sarà un giocatore che vi studia mentre voi giocate con gli altri e lui non è in gioco. Vi ruberà tanti piatti e tante volte vi batterà col punto. Non sarà facile per voi giocare con tranquillità, infatti vi metterà spesso sotto pressione, costringendovi a foldare. Se credete che sia in bluff, molte volte, lo troverete con una monster hand; quando crederete che ha una monster hand vi mostrerà il bluff.
Questo è l’avversario che non volete incontrare, ma che potete battere.

Come battere un tight-loose?

Per battere un tight-loose dovrete essere anche voi tight-loose.

Altri avversari.

Come accennato sopra, troverete delle versioni esasperate di tight e loose players. In pratica potreste incontrare il giocatore stra chiuso, che è un giocatore frustrato, o uno stra aggressivo, che è anche frustrato.
Quando vi trovate di fronte ad un giocatore frustrato sarà facile eliminarlo dal gioco, ma dovrete avere pazienza.

Nel caso di giocatore troppo chiuso, quasi spaventato, basterà un mini raise per farlo foldare: questo giocatore vuole una scusa per passare. Ma state attenti! Infatti, quando andrà all-in lo farà con mani estremamente forti (scala, colore, full), senza le quali non giocherà quasi mai (pensando che voi abbiate scala, colore, full).

Nel caso di giocatore troppo aggressivo, che sia un calling station (uno che chiama sempre) o uno che va tutte le mani all-in pre-flop, non dovete far altro che giocare molto chiusi, visto che vi costringerà spesso a mettere molti soldi nel piatto o vi chiamerà qualsiasi raise. Perchè? State attenti, e pensate! Per logica, se un giocatore vi chiama sempre e vi raisa come un matto non dovrete giocare mani marginali e non dovrete bluffare, rischierete di perdere un bel po’ di chips!!! Aspettate di avere una mano di partenza forte e giocatela al meglio, sperando che non lo salvi la fortuna!

E sì, avete letto bene! La Fortuna.

Consiglio… fermatevi a riflettere e magari fate uno spuntino, prima di passare al prossimo capitolo. Riflettete sui vari avversari che avete incontrato fino ad oggi. Se siete beginners, fissate bene le caratteristiche dei vostri avversari e ricordate che a poker vince la flessibilità e l’intelligenza.
Meglio leggerete l’avversario meglio andrete avanti nei tornei.

Ricorda ancora un’ultima cosa… per fissare ciò che si impara non c’è nulla meglio di una dormita… quando sentite il cervello in tilt dormite un paio d’ore e vi sveglierete un gradino sopra rispetto a prima, proprio perchè avete imparato!

Saluti e al prossimo capitolo, che si intitolerà: La fortuna. Ciao!

Benvenuti alla guida al Poker Texas Hold'em!


Per qualche motivo vi siete trovati su questo blog; forse è il vostro giorno fortunato.
Cos’è questo blog?
Questo è un blog di appassionati, non siamo interessati in alcun modo a guadagnare soldi. Tutto ciò che stiamo facendo è il vostro interesse, raccontandovi passo passo come diventare dei buoni giocatori di poker.
Per chi è questo blog?
Il blog non è un’ introduzione al poker texas hold’em, quindi diamo per scontato che siate già a conoscenza delle regole base del poker in questa variante. Se non conoscete le regole del poker texas, allora vi consigliamo di tornare su questa pagina solo dopo averle assimilate bene. Le regole di base sono reperibili qui .
Perchè dovreste fidarvi di noi?
Semplice… abbiamo giocato migliaia di tornei al poker online (variante hold’em), con discreti guadagni. NON siamo professionisti, ma abbiamo la necessaria esperienza per farvi iniziare nel miglior modo possibile a giocare a poker. Non butterete un solo centesimo, se sarete pazienti e leggerete tutta la guida.
Quando si comincia?
Si comincia da subito… ma ricordate che un buon inizio non vuol dire essere giocatori professionisti da subito. L’ altro ingrediente, che dovrete comprare al caro prezzo del vostro tempo (sperando che non ne sprechiate un solo secondo) è l’esperienza, che si matura solo con molteplici sessioni di gioco.
Precisiamo che, a nostro avviso, un giocatore alle prime armi NON dovrebbe mai versare denaro in nessun sito. Diciamo questo perchè, dopo aver appreso delle nozioni, i giocatori più impazienti potrebbero pensare di essere pronti e di averle ormai assimilate. Nulla di più sbagliato! Per assimilare un concetto, ma non soltanto nel campo del poker, è necessario metterlo in pratica e metabolizzarlo; per questo il tempo impiegato ad esercitarsi risulta tanto più fruttuoso quanto più lo impieghiamo nel modo corretto.
Il modo corretto, a nostro modestissimo parere, è quello di esercitarsi con i freeroll, almeno fin quando non si imparerà a giocare seriamente anche quando non sono in ballo i nostri soldi: un giocatore capace di ciò, difficilmente si troverà a sprecare il proprio stack (il numero di chips), proprio perchè deve abituarsi a dare la massima importanza ad ogni sua chip (che sia in denaro reale o meno).

C’ è da dire che la pazienza è l’altra fondamentale amica: imparate ad essere pazienti, anche quando perdete contro un pollo.
Com’ è strutturata la guida?
La guida è semplicissima. Basta solo essere pazienti e leggere tutti i capitoli che sono numerati e pronti all’uso.
Se seguirete passo passo i nostri suggerimenti, non commetterete errori nell’iniziare il vostro percorso nel poker.

Cosa guadagnate, per il tempo perso a leggere?
“Solo” un grande inizio nel poker online, evitando le fregature e non cimentandovi in situazioni che vi faranno solo perdere denaro. Inoltre vi diremo anche come ricevere alcuni bonus gratuiti senza deposito!!
Avrete sempre la possibilità di vincere, se sarete intelligenti!!


Prima di iniziare ci teniamo a fare alcune precisazioni…
Come già detto, siamo solo appassionati con una discreta esperienza: non solo abbiamo vinto tornei con buy-in a pagamento ma anche i così detti freeroll. Se avete un pò d’esperienza saprete già che un freeroll è più difficile da vincere di qualsiasi altro torneo (per i perchè vedi la sezione “categorie” sottosezine “tipi di tornei” in basso a sinistra). Ne potete dedurre che, imparando a vincere un freeroll, sarete ingrado di vincere qualsiasi torneo con buy in a pagamento (essere in grado è già un passo in avanti, ma non rappresenta la certezza matematica).
Se abbiamo scelto di mantenere l’anonimato e non mostrarvi nessuna statistica sulle nostre vincite, lo abbiamo fatto solo perchè non vogliamo incantare nessuno o, per l’ effetto contrario, suscitare il dubbio sulla veridicità delle nostre vincite. Semplicemente non pretendiamo nulla da voi utenti e, di conseguenza, non abbiamo bisogno di “farci belli” per attrarre qualcuno.
La nostra guida non prevede alcun versamento di denaro reale, in quanto abbiamo previsto alcune “tattiche” per non versare un centesimo ed avere la possibilità di essere vincenti.
Saremo onesti con voi nelle varie sezioni, in quanto ci avete dato la fiducia necessaria per permettervi di continuare a leggere la nostra guida. Di volta in volta, nei vari capitoli, vi illumineremo sulle strade percorse da noi, quando eravamo principianti, che ci hanno portato a perdere interi bankroll, prima di avere un budget positivo.
Vi assicuriamo che avrete la possibilità di cominciare bene, se non avrete la fretta di cimentarvi nel mondo del Texas hold’em troppo presto.

Vi consigliamo, alla fine di tutti i capitoli, di testare quanto vi abbiamo spiegato con i vostri amici, nel privato delle buone e vecchie quattro mura domestiche, per comprendere il potenziale che avrete raggiunto (sì, le quattro mura prima… e poi, se vorrete, il tavolo virtuale online).